(Credit Foto: Romain Ricard)
Ci sono momenti in cui l’ispirazione nasce dove meno te lo aspetti: una luce improvvisa, un dettaglio, un istante che si trasforma in idea. È così che è nata l’installazione di Moon in Paris. Portare questa Luna materica nel cuore di Parigi per me significa una cosa sola: la pittura viene dopo. La vita viene prima.
Il significato dell’opera: la scelta del bronzo e del rame
Per questa Luna a Parigi ho scelto le sfumature calde del bronzo e del rame. Non è solo una scelta estetica. Il bronzo e il rame sono colori metallici vivi, antichi, che cambiano e reagiscono con la luce proprio come la vera superficie della Luna nel cielo.
Siamo abituati a pensare alla Luna come a qualcosa di freddo e argenteo; qui invece si veste di un calore profondo, quasi terrestre. Con i suoi 120 centimetri di diametro, l’opera non si limita a riempire la stanza: cattura lo sguardo e trasforma una mappa geometrica in un’emozione reale, da toccare con gli occhi.

L’incontro tra arte e design
L’opera ha trovato posto sopra un camino in marmo verde, circondato da pareti in legno scuro. Una luce calda posizionata sopra la tela fa risaltare ogni rilievo e ogni cratere, creando ombre che cambiano durante la giornata. In questo modo, l’arte smette di essere solo mia e diventa parte della vita di chi abita lo spazio.
Questo progetto è nato grazie a una bellissima collaborazione:
Art Project: Carolina Pasti
Architecture & Design: Belinda Diwan Design
Un ringraziamento speciale a Eleonora Rovatti per il costante supporto lungo tutto il processo creativo e logistico.
Scheda dell’Opera📋
Titolo: “Moon in Paris” (Opera originale)
Dimensioni: Ø 120 cm / 47.2 inches
Tecnica: Pittura materica su tela circolare
Collocazione: Residenza privata, Centro Parigi

Esplorazione e suggestioni parigine: a ritmo di corsa sulle tracce dei Maestri
Vivere Parigi ha significato anche mantenere un ritmo. Quello delle mie corse al mattino presto: un modo per scoprire la città da solo, quando tutto è silenzioso, la luce taglia i palazzi storici e la Senna è ancora calma. Correre mi aiuta a liberare la mente e a ordinare i pensieri prima di mettermi davanti a un quadro.

Dalla corsa sono passato ai passi lenti tra le strade di Pigalle, dove dormivo, e di Montmartre. Camminare tra vicoli storici come quelli della Bonne Franquette o della Maison Rose mi ha permesso di cercare le tracce dei grandi artisti del passato, dagli impressionisti fino a Giovanni Boldini. Vedere i loro posti mi ha dato una scarica di energia incredibile per continuare a lavorare sulla forza della luce e sui contrasti.



Prima la vita, poi la pittura.
Le idee migliori arrivano quando non le cerchi: un riflesso improvviso, un tramonto dietro la Torre Eiffel, un momento da ricordare. Questo viaggio mi ha ricordato che bisogna vivere a fondo le esperienze per poterle raccontare sulla tela.
“Moon in Paris” non è più solo un quadro appeso a una parete: è un pezzo di vita reale che ha trovato il suo spazio.
E a te che cosa ti sta ispirando ultimamente?


