Alzi la mano chi, una volta raggiunto un obiettivo per cui ha lottato mesi, non si è chiesto cinque minuti dopo: “E adesso?”. O chi, guardando un tramonto fuori dal finestrino, non ha provato quella strana malinconia nel vedere quei colori svanire nel giro di un istante.
Viviamo incastrati in un paradosso quotidiano. Da un lato la società ci chiede di pianificare i prossimi cinque anni, di essere stabili, solidi, proiettati verso obiettivi giganti. Dall’altro, la vita ci bombarda di imprevisti, le giornate scivolano via alla velocità di uno scroll e tutto muta prima ancora che tu possa memorizzarlo. Siamo costantemente divisi tra il peso del domani e la fuga del qui e ora.
Come uomo, prima ancora che come artista contemporaneo, ho sentito spesso questo cortocircuito. E ho capito che l’unico modo che avevo per non lasciarmi travolgere era smettere di rincorrere il tempo e iniziare, invece, a dargli una forma fisica nel mio studio d’arte. Per me, l’arte non è la fotografia statica di ciò che siamo, ma il diario di bordo di una metamorfosi.
Questo articolo è la mappa del mio viaggio attuale: un bilanciamento continuo tra l’Eterno e l’Effimero.

L’ETERNO: LA PITTURA MATERICA E LA SERIE “I WANT THE MOON”
La prima metà del nostro paradosso interiore è il bisogno di assoluto. Abbiamo bisogno di un faro, di qualcosa di immenso da puntare per ricordarci chi vogliamo diventare. Per me, quel faro è diventato un’ossessione che dura da anni, nata per celebrare il cinquantesimo anniversario dell’allunaggio: la Luna.
La serie I Want the Moon nasce da qui. Ho preso la Luna e l’ho trasformata nella metafora del Sogno Assoluto.
Quello che, quando lo guardi da quaggiù, sembra quasi irraggiungibile. Ma la verità che ho scoperto dipingendola giorno dopo giorno è che la bellezza di un sogno non sta nel suo punto di arrivo, ma nella sua capacità di farci evolvere.
I sogni devono cambiare insieme a noi. Quando ti avvicini a un traguardo, la linea dell’orizzonte si sposta, costringendoti a guardare sempre più in alto. Nella vita non esistono veri punti di fine, ma solo grandi inizi con punti di arrivo sempre più ambiziosi.
Per tradurre visivamente questa caccia all’Eterno nei miei quadri materici, ho fatto delle scelte precise:
– Il Cerchio: Utilizzo tele esclusivamente circolari. Il quadro rotondo elimina le distrazioni, non ha angoli e colpisce lo spettatore in modo diretto, totale, catapultandolo davanti all’assoluto della Luna.
– La Materia Viva: I crateri che realizzo sulla tela hanno un significato vitale. La pittura materica nasce in un modo, cresce mentre la modello e finisce in un altro ancora mentre si asciuga. Muta da sola, esattamente come mutiamo noi mentre cerchiamo di raggiungere i nostri obiettivi.
– L’Iridescenza: Dipingo utilizzando smalti e acrilici metallici. Questo fa sì che l’opera non sia mai uguale a se stessa: a seconda di come gira la luce del sole durante la giornata, le sfumature cambiano. Il sogno resta eterno, ma la luce con cui lo guardi si trasforma ogni ora.

L’EFFIMERO: I QUADRI DELLA SERIE “MOONLIGHT” TRA FOTOGRAFIA E OLIO
Ma l’essere umano non può vivere solo proiettato nel futuro. Se guardi solo la Luna perennemente in alto, rischi di non goderti il viaggio. È qui che entra in gioco il binario parallelo che viaggia insieme alla mia ricerca: la serie Moonlight.
Se I Want the Moon è la spinta verso il domani, Moonlight è la celebrazione del presente che sfugge. È un inno alla fugacità della vita.
In queste opere la Luna rimane il soggetto principale, ma viene calata e quasi sommersa dalle sfumature del tramonto, dell’alba e dell’imbrunire. Ho scelto queste tonalità perché sono i momenti di transizione più affascinanti della natura: sono gli attimi in cui il cielo dà l’arrivederci al giorno e anticipa la notte. Tutto muta in tre minuti. Un secondo prima il cielo è fuoco, un secondo dopo è
viola, poi blu e poi è buio. Ogni sfumatura è unica e irripetibile, esattamente come i momenti della nostra vita che scorrono via troppo in fretta.
Per bloccare un istante così rapido su una tela, ho dovuto abbandonare la stabilità del cerchio e unire tutte le tecniche che fanno parte della mia storia e del mio background artistico:
– Il Quadrato e il Rettangolo: La tela cambia geometria, diventando una finestra che taglia una porzione di cielo reale.
– La Fotografia: Il punto di partenza. Amo fotografare i cieli per intrappolare quell’attimo fuggente prima che svanisca.
– La Pittura Classica a Olio: Recuperando gli studi classici del mio passato in Atelier, utilizzo i colori ad olio per ottenere la morbidezza e la fusione perfetta delle sfumature del cielo e dell’atmosfera.
– La Materia: La mia firma da ormai quasi otto anni a questa parte, che interviene per dare rilievo, corpo ai dettagli lunari, creando un contrasto unico tra la fluidità del cielo a olio e la tridimensionalità della Luna.

TROVARE L’EQUILIBRIO NEL CAOS MODERNO
La verità è che non siamo fatti per vivere solo nel cerchio o solo nel quadrato. La nostra vita è una danza costante tra la stabilità che cerchiamo e il caos che ci attraversa, tra i progetti immensi a lungo termine e i piccoli momenti quotidiani che ci scaldano il petto per un secondo e poi volano via.
Questo articolo non è un catalogo, ma la fotografia del mio stato attuale. La mia arte sta evolvendo insieme a me, e queste due serie sono i miei due emisferi personali per rimanere sintonizzato sul mondo.
La tela è ancora aperta, ma oggi ti lascio con una domanda: se dovessi guardarti dentro in questo preciso istante, di cosa avrebbe più bisogno il tuo tempo? Di alzare gli occhi verso l’assoluto di una Luna per ritrovare la rotta del tuo sogno, o di fermarti a respirare la fugacità di un tramonto, accettando la bellezza di un momento che cambia?

